La patrona del Pontificio Seminario Romano Minore è la Vergine Maria, invocata con il titolo di Madre della Perseveranza o, più semplicemente, come Madonna della Perseveranza, cui è dedicata la cappella minore, ove si trova anche la sacra immagine. Quest'ultima venne introdotta nel Seminario nel 1915 dall'allora direttore spirituale monsignor Francesco Borgongini Duca, essendo rettore monsignor Filippo Minio; fino ad allora era stata custodita presso la propria abitazione da monsignor Luigi Benedetti, conoscente di Borgongini Duca, dopo che la chiesa di San Salvatore alle Coppelle (ove si trovava in precedenza) era stata concessa ai cattolici di rito orientale bizantino-romeno da papa Pio X nel 1914. L'immagine, risalente al XVIII secolo, è di piccole dimensioni e raffigura Maria in posizione orante, con grandi occhi e un accenno di sorriso (peculiarità che accomunano tutte le effigi della Madonna della Perseveranza);una volta giunta al Seminario Minore, venne inserita all'interno di una cornice argentea barocca del XVII secolo (già contenente uno specchio), appositamente acquistata da monsignor Borgongini Duca, e collocata non nella cappella maggiore, ma in un luogo di culto apposito, ora sacrestia e ingresso dell'attuale cappella della Madonna della Perseveranza. Le piccole dimensioni della lastra di rame su cui è il dipinto, sono dovute all'utilizzo originario dell'immagine che, secondo la tradizione iniziata da san Filippo Neri, i membri della confraternita di Santo Spirito delle Coppelle recavano con sé durante le visite agli ammalati, per portare loro conforto. Il culto della Madonna della Perseveranza, tuttavia, era già presente nel Seminario Romano dalla fine del XIX secolo: ad essa era intitolata la cappella della camerata di San Tommaso, ove era custodita un'immagine della Madonna orante. La cappella e la devozione rimasero presenti anche nel Pontificio Seminario Romano Maggiore fino agli anni successivi al Concilio Vaticano II: nel 1922 venne indetto un concorso per la formulazione di un apposito motto mariano; il vincitore fu Ernesto Ruffini, allora professore presso il Seminario, con il motto O Maria, in amore tui, perseverent filii (in italiano: O Maria, rendi perseveranti i figli nel tuo amore).                                 

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